In queste settimane assistiamo, come capita da alcuni decenni, a un vero e proprio sequestro del Natale. La celebrazione, va ribadito per gli immemori, esercito sterminato e scervellato, ha radici cristiane. Si deve a una nascita (Natale, oh...) avvenuta in un remoto angolo della Palestina. Il bimbo avrebbe cambiato il mondo per due millenni, prima di diventare un fastidioso profeta archeologico, una sorta di convitato di pietra, simile al Cavaliere di Don Giovanni il libertino, muto simbolo della cattiva coscienza.
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