Mi piace cominciare questa lettera con un invito così semplice: ringraziamo il Signore!
Si tratta di una espressione consueta, che un nostro caro confratello usava ripetere al termine di ogni colloquio, incontro o scambio di opinioni. Lo faceva sempre, anche quando occorreva una discussione piuttosto accesa, a motivo della quale, per il carattere dai tratti sanguigni di cui era dotato, gli si illuminava il volto di infuocato rossore. Sia che fosse stato raggiunto un accordo, oppure che le opinioni fossero rimaste divergenti o contrastanti, immancabile risuonava la conclusione: beh!, ringraziamo il Signore!
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